L’armonia del colore e l’arte dei giardini nel trattato di Michel Eugène Chevreul — CESMART – Colore e Conservazione 2015


L’ARMONIA DEL COLORE E L’ARTE DEI GIARDINI NEL TRATTATO DI MICHEL EUGENE CHEVREUL
Silvia Bordini
Michel Eugène Chevreul pubblica De la loi du contraste simultané des couleurs nel 1839. Considerato una pietra miliare della teoria del colore, il testo riguarda l’enunciazione e l’analisi dei celebri principi del contrasto simultaneo e successivo.
“Dans le cas ou l’oeil voit en même temps deux couleurs contigues, il les voit les plus dissemblables possibles, quant à leur composition optique et quant à la hauteur de leur ton.” – scrive Chevreul nell’introduzione, e, tenendo sempre presente il soggetto che guarda, avverte il lettore
“de ne jamais oublier que lorsqu’il est dit dans l’énoncé des phénomènes de contraste simultané, que telle couleur placée à côté de telle autre, en reçoit une telle modification; cette manière de parler ne signifie pas que les deux couleurs, ou plutôt les deux objets matériels qui nous les présentent, aient une action mutuelle, soit physique soit chimique; elle ne s’applique réellement qu’à la modification qui se passe en nous, lorsque nous percevons la sensation simultanée des ces deux couleurs.”
In 735 pagine il discorso di Chevreul comprende anche una vasta serie di applicazioni al complesso universo della visione, implicando oggetti, materiali e comportamenti diversi, come viene specificato nel titolo: De la loi du contraste simultané des couleurs et de l’assortiment des objets colorés, consideré d’après cette loi dans ses rapports avec la peinture, les tapisseries des Gobelins, les tapisseries de Beauvais pour meubles, les tapis, la mosaique, les vitraux colorés, l’impression des éstoffes, l’imprimerie, l’enluminure, la décoration des édifices, l’habillement et l’horticulture. Fig. 1
Particolarmente interessante e in generale poco conosciuta, è la parte del libro dedicata alla progettazione e alla cura dei giardini. Partendo dalla convinzione che il colore sia la parte più apprezzata e suggestiva del mondo vegetale Chevreul applica i principi del contrasto simultaneo e successivo alla scelta e agli accostamenti tra le varie piante, e indica le regole da seguire per determinare un’armonia cromatica nella dimensione temporale dei vari mesi dell’anno. Fig. 2
Il colore di fiori e foglie, il contrasto, la somiglianza, la gamma, le sfumature, e anche la dimensione, la forma, la ripetizione, la varietà del paesaggio, la simmetria, le corrisponenze sono gli elementi fondamentali della sua idea di giardino. Le sue prescrizioni sono dettagliate, ampie e precise anche dal punto di vista botanico, con una competenza che Chevreul aveva acquisito lavorando dal 1804 nel laboratorio di chimica di Nicolas Vauquelin al Muséum national d’histoire naturelle di Parigi (di cui sarà direttore dal 1864, dopo l’impiego ai Gobelins dal 1824).
Il testo di Chevreul sull’armonia cromatica delle piante si rivela ricco di spunti per la storia dell’arte: egli affronta dal punto di vista di un metodo sperimentale la questione della rappresentazione della natura che era all’epoca all’ordine del giorno non solo in pittura ma anche nell’ambito della recente espansione dei giardini, privati e pubblici (come, a Parigi, i parchi di Montsouris, Buttes-Chaumont , Bois de Vincennes e Bois de Boulogne).
Rari ma significativi sono i riferimenti alle sue istruzioni sugli accostamenti dei colori nei giardini; per esempio da parte di Gertrude Jekill, pittrice e giardiniera famosa già agli inizi del Novecento per le sue bordure direttamente ispirate dalle teorie di Chevreul. Fig. 3
Molto stimolante e ancora da approfondire è il rapporto tra Monet e Chevreul. Come spesso si ripete la teoria del contrasto simultaneo e successivo era genericamente conosciuta dai pittori impressionisti. E, come è noto, il giardino era per Monet una passione e una pratica artistica importantissima: a Giverny (con gli iris e le ninfee che diventano celebri cicli pittorici) la scelta di fiori e piante in funzione dell’armonia dei colori e del variare delle stagioni riporta più o meno direttamente ai modelli di associazione cromatica di Chevreul. Fig. 4
Inoltre Monet almeno in un’occasione deve aver avuto un contatto diretto con l‘ambiente scientifico in cui Chevreul aveva elaborato e applicato i principi del contrasto, quando su invito di Geffroy, progetta per la manifattura dei Gobelins un tapis de Savonnerie decorato con le ninfee; ne rimane traccia in tre piccole prove realizzate e conservate nel museo dei Gobelins. Fig. 5

Bibliografia:
G. Jekill, Colour schemes in the Flower Garden, London, Country Life, 1919
G. Geoffroy , Monet, sa vie, son temps , son oeuvre, Paris, Crès 1924
J. House, Monet: Nature into Art, New Haven-Londra, Yale University Press, 1986
J. Vittet, Claude Monet et les Gobelins : une correspondance inédite de de Gustave Geoffroy, in A. Brejon de Lavergnée – Jean J. Vittet, La tapisserie hier et aujourd’hui, Paris, Ecole du Louvre, 2011.
F. Marzotto Caotorta, All’ombra delle farfalle. Il giardino e le sue storie, Milano, Mondadori 2011
S. Le Men – C. Maingon – F. de Maupeou, La bibliothèque de Monet, Paris, Citadelles & Mazenod 2013

CHEVREUL per cesmar7